Mercoledì 23 Febbraio 1887 una violenta scossa di terremoto colpì l’entroterra sanremese, danneggiando gravemente diversi abitati, tra i quali Diano Castello, Diano Marina, Albissola Marina, Baiardo, Castellaro, Ceriana, Laigueglia, Sanremo, Taggia e proprio Bussana. Questi Paesi erano i più vicini all’epicentro del terremoto, presumibilmente situato in mare al largo di Imperia.
La scossa principale fu avvertita in un’area di 568.000 km2: in tutta l’Italia settentrionale, la Francia meridionale e centrale, la Svizzera e il Tirolo. L’evento si presume avesse una magnitudo compresa tra 6.4 Mw e 7.0 Mw, con un epicentro situato a circa 17 km di profondità, che causò la distruzione di numerose chiese e il grave danneggiamento di molte abitazioni.
A causa delle prime scosse si verificò anche un maremoto, di valore 3 nella scala Sieberg-Ambraseys che misura l’intensità di questo fenomeno, con un ritiro orizzontale delle acque sulla battigia fino a 10 metri nel porto di Genova e che fu ingente anche sulle coste dell’imperiese. Testimoni ricordarono infatti di aver trovato molti pesci morti per la lunga esposizione all’aria. La dimensione del run-up, ovvero l’altezza del maremoto, fu di circa 2 metri sulle coste francesi e 1 metro a Genova. Vi furono in tutto 631 vittime, 53 delle quali a Bussana Vecchia. Il borgo fu danneggiato a tal punto da essere abbandonato e ricostruito più a sud nel 1894, andando ad aggiungersi alla lunga lista delle città fantasma svuotate in seguito ad importanti fenomeni naturali. Ma la storia di Bussana Vecchia non era destinata a questo epilogo.
Alla fine degli anni Cinquanta, il ceramista torinese Mario Giani, in arte Clizia, visitò il borgo diroccato, allora completamente disabitato, e lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti dotata di una sorta di piccola Costituzione, volta a regolare i rapporti sociali fra i suoi membri.
Ben presto il borgo ricominciò così a vivere: artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’ Europa incominciarono i lavori di restauro. Negli anni ‘70 si assistette al progressivo consolidamento urbanistico di Bussana. Un numero sempre maggiore di edifici venne recuperato e, nel corso del decennio, furono completate le indispensabili opere di urbanizzazione: nel ‘74 l’allacciamento all’acquedotto comunale di Sanremo, l’impianto fognario venne realizzato nel ‘76 e, infine, nella primavera del ‘78 tutto l’abitato fu collegato alla rete elettrica.
Tutt’oggi il borgo è abitato da artisti italiani e internazionali ed è meta di numerosissimi turisti da tutto il mondo. Tra le tracce lasciate dal terribile terremoto del 1887 è fiorita una comunità di artisti che testimonia la resilienza e la rinascita del paesino ligure
“Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno.” Così scriveva Pablo Neruda in una sua celebre poesia. E Bussana Vecchia, un piccolo borgo ligure in provincia di Imperia, è un’emblematica testimonianza di cosa voglia dire rinascita.