Sperone

Nell’entroterra abruzzese, custodite da rovi e sterpaglie, riposano le rovine di un antico borgo su cui si staglia un imponente torre. È Sperone, un paese che ha conosciuto la resilienza dell’uomo e la forza della natura.

Nato dall’unione di due antichi insediamenti romani, Sperone non è mai stato molto abitato. Il paese era un centro di contadini e agricoltori che lavoravano nei campi circostanti. Oltre ad alcune abitazioni erano presenti due piccole chiese e una grossa torre, caratteristica del luogo, che venne costruita nel 13esimo secolo a scopi difensivi.

Nel 1915 un violento terremoto, noto come il terremoto della Marsica, colpì l’abruzzo. La scossa di magnitudo 7 causò migliaia di vittime in tutta la regione, danneggiando paesi e città. Tra i centri abitati colpiti figura Sperone, situato in provincia de L’Aquila.

La storia di questo piccolo borgo è molto tormentata. La piccola comunità di circa 200 abitanti a seguito del terremoto di inizio ‘900 abbandonò il borgo originario, costruendo delle nuove abitazioni più a valle. A causa però della neve e dall’assenza di strade adatte a collegare il paesino con gli altri centri abitati, durante l’inverno era impossibile per gli abitanti di Sperone aver accesso ai servizi base, come l’istruzione e il personale medico. Fu così che iniziò una nuova migrazione degli abitanti più a valle verso Gioia dei Marsi e nel 1971 il borgo di Sperone venne abbandonato nuovamente.