L’estate del 1900 fu molto calda, la temperatura del mare registrò valori superiori alle medie attese e questo fenomeno portò all’innesco di nubifragi causati da numerose celle temporalesche scatenatesi in successione.
Nel settembre 1900 una forte alluvione coinvolse un territorio molto esteso, comprendente la parte centro orientale dell’attuale provincia di Savona e la parte occidentale della provincia di Genova.
Avvenne il 28 settembre ma già il giorno precedente una pioggia torrenziale, un vero nubifragio si rovesciava sopra la zona costiera del Finalese, danneggiando le proprietà comunali e private di Finalborgo e Finalmarina. Vennero abbattuti i muri di cinta degli orti e dei giardini.
La città più duramente devastata fu Finalborgo, adagiata nella conca formata dalla confluenza dei torrenti Pora ed Aquila, anche se in minor misura, ebbe notevoli danni Finalmarina che si estende lungo il lato sinistro della piana formatasi alla foce del torrente Pora.
I ponti resistettero, ma l’acqua inondò la Città da destra a sinistra formando un lago di riunione dei due Torrenti, ed elevandosi per oltre 2 metri sulle strade interne e trascinando ogni sorta di materiale.
Le uniche testimonianze visive che ricordano oggi l’alluvione del 1900 nel savonese, sono le numerose targhette indicative del livello delle acque, che sono distribuite un po’ in tutto Finalborgo, e le cartoline antiche, e alcune croci su uno degli stipiti di Porta Testa a Finalborgo a segnare il livello raggiunto dalle acque durante le alluvioni dei secoli scorsi.