Mercoledì, 02-12-2009

Necropsia di un delfino arenatosi sulla spiaggia di Monterosso (La Spezia).

Ieri (01-12-2009), la Fondazione di ricerca CIMA e il Dipartimento di Biologia dell'Università di Genova hanno combinato le loro competenze per realizzare la necropsia di un tursiope.
Da più giorni, era stata segnalata alle autorità competenti la presenza di un delfino agonizzante nelle acque davanti a Monterosso, ma a causa delle pessime condizioni meteo marine era stato impossibile intervenire. Il lunedì mattina, il corpo dell'animale morto si è finalmente spiaggiato e si è potuto constatare che si trattava di un tursiope (Tursiops truncatus), specie strettamente costiera in Mediterraneo e comunemente osservata lungo la costa Ligure. L'habitat di questa specie si sovrappone alla fascia marina maggiormente utilizzata dall'uomo e per questo motivo è una specie protetta sia da direttive europee che dalla legge italiana. La Capitaneria di Porto e il Servizio CITES del Corpo Forestale hanno contattato una delle strutture autorizzate, il Dipartimento di Biologia dell'Università di Genova, per organizzare la necropsia.
L'animale è stato trasportato al campus di Savona, presso la Fondazione di ricerca CIMA dove uno staff multi-disciplinare (composto da biologi, chimici e ingegneri ambientali) ha svolto il lavoro. Dopo aver attrezzato l'area per evitare contaminazioni, si è potuto iniziare con le misure biometriche, utili per definire eventuali differenze tra gli animali Mediterranei e quelli che vivono in oceano aperto. Il delfino era un maschio di 2.60 m e pesava 230 kg. Sono state scattate fotografie di tutte le parti del corpo in modo da poter determinare se questo stesso animale fosse stato precedentemente avvistato. A tale scopo, queste foto verranno comparate sia con le altre foto realizzate dal progetto Delfini Metropolitani sia con quelle scattate durante i monitoraggi effettuati da Fondazione CIMA insieme al Dipartimento di Biologia. Si trattava di un animale di circa dieci anni di età, ancora immaturo.
Per circa cinque ore lo staff ha osservato, valutandone lo stato, ogni organo che è stato poi campionato. Dalle misurazioni dello strato di grasso pare che l'animale fosse leggermente sottopeso, anche se lo stomaco in realtà non era vuoto, bensì conteneva circa 2-3 kg di pesce. I campioni di tessuto saranno sia analizzati per quantificare la presenza di inquinanti (metalli pesanti e composti organoclorurati, da Fondazione CIMA) che inviati alla 'Banca dei Tessuti dei Mammiferi Marini del Mediterraneo', presso l'Università di Padova. Il cranio arricchirà la collezione del Museo di Storia Naturale di Genova. Il contenuto stomacale e i campioni dell'intestino verranno studiati presso diversi laboratori dell'Università di Genova.

La necropsia è stata svolta con successo ed ha permesso l'efficace recupero di molti campioni utili per la comunità scientifica specializzata nello studio della cetologia. Le informazioni così ottenute integreranno la conoscenza generale della specie.

Lo staff del Marine Ecology



CIMA FOUNDATION